Contro il logorìo della vita moderna

Si narra che quando i primi missionari cristiani giunsero in Inghilterra, il re del Northumberland convocò il consiglio dei dignitari per decidere se permettere loro di diffondere il nuovo messaggio nel regno. Erano riuniti, d'inverno, in una bella sala illuminata e riscaldata, mentre fuori era buio e infuriava la tempesta. Tra i presenti alcuni erano favorevoli, altri contrari.

A un certo punto, un uccellino entra dalla finestrella di una parete, svolazza per un po' spaurito nella sala, finché trova un varco sulla parete opposta e scompare nel buio. Allora si alza uno dei notabili e dice: "0 re, la nostra vita somiglia a quell'uccellino. Veniamo non sappiamo da dove, attraversiamo per un breve tempo la luce di questa vita e poi scompariamo di nuovo nel buio. Se questi uomini sono in grado di dirci qualcosa sul mistero della nostra vita, ascoltiamoli!". E fu cosi, che il cristianesimo fece il suo ingresso in Gran Bretagna.

Questa storia rappresenta alla perfezione la nostra situazione in questo mondo. Quello che il poeta G. Ungaretti diceva dei soldati in trincea sul Carso, durante la prima guerra mondiale, vale per tutti gli uomini: "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie".

Cioè, in procinto di cadere da un momento all'altro. A volte, in questa stagione, mi soffermo a guardare un tiglio piantato nel chiostro del mio convento. A ogni folata di vento, sono foglie che cadono. Un minuto prima nessuno sa a quale di esse toccherà. Si staccano, volteggiano per un po' nell'aria, e sono a terra per sempre.

Succede nella vita come sullo schermo televisivo: i programmi si susseguono rapidamente e ognuno cancella il successivo. Lo schermo resta lo stesso, ma le immagini cambiano.

Così è di noi: il mondo rimane, ma noi ce ne andiamo uno dopo l'altro. Nel tentativo di non passare e di non morire del tutto, ci aggrappiamo ora alla giovinezza, ora all'amore, ora ai figli, ora alla fama.

Di fronte a questa esperienza che tutto passa, si possono prendere diversi atteggiamenti. Uno, molto antico e ricordato nella stessa Bibbia, è quello di chi dice: "Mangiamo e beviamo, tanto domani moriremo".

Un atteggiamento, certo migliore, è quello di chi dice con san Paolo: "Mentre abbiamo ancora tempo, cerchiamo di fare del bene". Ci sono persone oneste e di buona volontà che non hanno la fede, ma cercano di attenersi a questo programma di impiegare la vita per fare del bene.

Vediamo cosa ha da dirci la fede a questo proposito:

"Il mondo passa, ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno" (1 Giovanni 2, 17).

C'è dunque qualcuno che non passa, Dio, e c'è un modo per non passare del tutto neanche noi: fare la volontà di Dio, cioè credere, aderire a Dio. Una delle immagini più frequenti con cui la Bibbia ci parla di Dio è quella della roccia. "Egli è la Roccia, perfetta è l'opera sua". Intuii cosa vuole dirci con ciò la Parola di Dio il giorno che, per la prima volta, vidi da vicino il Cervino...

Ecco dunque la proposta della fede: passare a colui che non passa! Passare dal mondo, per non passare con il mondo. Se Dio è la roccia, noi dobbiamo essere dei "rocciatori". Quante cose potremmo imparare dai rocciatori! Quando sopraggiunge una bufera, essi ancor più si attaccano alla roccia... Tra loro e la roccia si stabilisce una specie di segreta intesa, una connivenza, un'amicizia. I rocciatori hanno molta confidenza con la roccia, ma anche un salutare rispetto e timore riverenziale. Così dovrebbe essere tra noi e Dio.

In questa vita noi siamo come persone su una zattera trasportata dalla corrente di un fiume in piena verso il mare aperto, da cui non c'è ritorno. A un certo punto, la zattera si viene a trovare vicino alla riva. E il naufrago dice: "0 ora o mai più! " e spicca il salto sulla terra ferma. Che respiro di sollievo quando sente la roccia sotto i suoi piedi! È la sensazione che ha spesso colui che arriva alla fede. Vorrei ricordare alcune parole famose lasciateci da santa Teresa d'Avila: "Niente ti turbi, niente di spaventi. Tutto passa, Dio solo resta".

Prendere coscienza che tutto passa: potrebbe essere anch'esso un rimedio "contro il logorio della vita moderna" per vivere meglio, con più serenità, meno agitazione, meno stress.